XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

30 Ott

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Colore liturgico VERDE (anno C)

 “ENTRATO IN CASA DI UN PECCATORE …”

 CANTO DEL VANGELO  (Gv 3,16)

Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Alleluia.

 VANGELO (Lc 19,1-10)
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore
Lode a te o Cristo

COMMENTO di don Roberto Seregni

Oggi, Luca ci fa rivivere uno degli episodi più emozionanti del Vangelo: l’incontro di Zaccheo con Gesù.
Nell’episodio che precede questo, è appena terminato l’incontro con il giovane ricco, al termine del quale Gesù pronuncia la famosa frase: “ È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio!”. La gente che l’ascolta si chiede: “Chi mai potrà salvarsi allora?” e Gesù: “Ciò che impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.
La pagina che oggi leggiamo pone al centro precisamente un uomo ricco (Zaccheo) e mostra l’azione di Dio che rende possibile l’impossibile, facendo gustare la gioia della salvezza a chi, con le proprie forze ,aveva raggiunto la ricchezza ma non la felicità.
Questo è appunto il tema che Luca illustra con l’episodio di Zaccheo: il passaggio da un’umanità ricca ma insoddisfatta ad un’umanità realizzata.
La vita pienamente realizzata non è quella del successo in società e dei soldi, ma quella della relazione d’amore che sa condividere; e quella… solo Dio può donarla; l’uomo può solo implorarla dal profondo del cuore.
Zaccheo ha vissuto questa esperienza, e il Vangelo ce la propone perché anche noi la viviamo.
“Zaccheo – dice Luca – cercava di vedere Gesù”. Che significa: “cercava di capire la se c’era un altro modo di vivere l’umanità, che non lasciasse insoddi-sfatti, ma pienamente appagati .
A causa della folla non gli riusciva: il prestigio di cui godeva, pur se odiato, gli impediva di fare altre scelte.
Poi, però, ha il coraggio di fare un passo avanti e attendere dall’alto del sicomoro l’attimo in cui Gesù passa e vedere un’altra “umanità”.
Da sotto, dal posto in cui si condivide l’umanità con gli altri, Gesù dice a Zaccheo (che sta sul sicomoro, sopra gli altri) di discendere perché vuole condividere l’ospitalità della sua casa.
Zaccheo accoglie la parola di Gesù, capisce che in Lui gli si sta rivelando l’amore di Dio; così discende e lo porta a casa sua, pieno di gioia perché ha capito quale direzione, d’ora in poi, dare alla sua vita.
A questo punto, Luca manda un messaggio anche a tutti noi. Dice infatti che “tutti” mormoravano perché “(Dio) è entrato in casa di un peccatore”. Ma cosa può fare d’altro Dio! Se non offrire all’uomo, che travisa il senso della vita (peccando), l’opportunità di ricomprendere che la salvezza sta nel condividere ogni “Suo” dono con gli altri?. Possiamo forse giudicare Dio per questo?