XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

16 Ott

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Colore liturgico VERDE (anno C)

 “E SE OGGI …”

 CANTO DEL VANGELO  (Ebr 4,12)

Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Alleluia.

 VANGELO (Lc 18,1-8)
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore
Lode a te o Cristo

COMMENTO di don Roberto Seregni

Dopo i brani delle domeniche precedenti sulla fede, la fede che ci porta salvezza (i dieci lebbrosi), la fede che ci fa realizzare cose che sembrano impossibili (sradicare e piantare un gelso nel mare), ecco, oggi, il brano sulla necessità della preghiera per non disperdere il dono della fede.
Lo leggo dopo aver ascoltato i media che, ogni giorno, ci mettono sotto gli occhi violenze di ogni genere, femminicidi, guerre, una finanza e un’economia egoista, una politica fatta di beghe tra partiti , invece che di collaborazioni per il bene comune …
Possiamo avere ancora fiducia nella vita quando tutto sembra andare a rovescio?
Sì, sembra dirci il brano del vangelo di oggi. Ad una condizione: appellarci a Dio, restare in relazione continua con Lui (questa è pregare) per avere uno sguardo profondo e lungimirante sulla realtà e non cadere in una sfiducia che ci paralizza.

Mi chiedo: “Se il Figlio dell’uomo ritornasse sulla terra oggi, troverebbe ancora la fede?”.
A dispetto di quanto male accade e di tanta sfiducia , dico sì, la troverebbe!
Scoverebbe la fede di Luigia che per trent’anni ha vegliato e curato il marito invalido senza lamentarsi, senza togliere un grammo alla passione dell’amore giovanile.Rintraccerebbe l’amore masticato dalla vita di Lorenza e Francesco che hanno potuto tenerestretto fra le braccia il loro bambino solo per poco tempo. Troverebbe il desiderio pulito e appassionato di Emanuela che si affaccia alla vita adulta e non si accontenta di essere una cristiana della domenica. Scoverebbe la tenacia di Luca che prega e nella relazione continua con Dio, trova la forza di portare i pesi e le preoccupazioni quotidiane senza incattivirsi e lamentarsi di tutto. Troverebbe l’entusiasmo di Federico che si dedica con passione allo studio non per realizzare soldi, ma per dedicarsi al bene.

Troverebbe questi volti e mille altri.Troverebbe fratelli e sorelle con le mani alzate al cielo, come Mosè; e altri che sostengono le loro fatiche, come Aronne e Cur.
Troverebbe uomini e donne che continuano a bussare come la vedova della parabola e che con l’orecchio teso, custodiscono il silenzio, per ascoltare il Suo passo che viene nel groviglio degli avvenimenti.
Sono uomini e donne che hanno accolto l’invito a non far spegnere in loro la fede, nonostante il male intorno a loro. Ci siamo anche noi tra questi?

N.B. I nomi che ho riportato non sono veri, ma le persone e i fatti – per nostra fortuna – lo sono.