FESTA DEI SANTI PATRONI BARTOLOMEO E STEFANO

11 Set

FESTA DEI SANTI PATRONI BARTOLOMEO E STEFANO

Colore liturgico ROSSO (anno C)

 “DIO È IN OPERA NELLA NOSTRA UMANITÀ…”

 CANTO DEL VANGELO  (Mt 11,29)

Alleluia, alleluia.
Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete;
rallegratevi, dice il Signore,
i vostri nomi sono scritti nei cieli

Alleluia.

 VANGELO (Gv 1,45-51)
Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle esclamò: «Da Nàzaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».
Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».
Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose più maggiori di queste!».
Poi disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore
Lode a te o Cristo

COMMENTO

San Bartolomeo. Dove sta scritto che per essere santi bisogna avere un buon carattere? Certo, se insistiamo nel pensare che il santo sia un uomo in naftalina, misurato nelle emozioni, asettico e garbato allo sfinimento, allora va bene. E ci sono santi di questo genere. Ma, grazie al cielo (!), ci sono anche santi dal pessimo carattere, come il grandissimo Gerolamo, o santi che non moderano la lingua a costo d’essere antipatici, come Bartolomeo.
Il nome evangelico è Natanaele, è nativo di Cana di Galilea e Bartolomeo potrebbe significare “figlio dell’agricoltore” o “figlio valoroso”. Il quadretto che ci racconta Giovanni evangelista ci basta per descrivere il carattere di Natanaele, che conosce benissimo la Scrittura; che cita ben a proposito riguardo al fatto che Nazareth è un posto talmente sperduto da non essere mai nominato dalla Bibbia; Natanaele che “dimora sotto il fico”, cioè l’albero della meditazione della Torah secondo la poetica visione dei rabbini e che dice sempre quello che pensa, a volte anche a sproposito.
Nella Chiesa c’è posto anche per persone così. La cosa stupenda è l’atteggiamento di Gesù che trasforma un brutto aspetto del carattere in una virtù: Natanaele è una linguaccia, ma Gesù dice che è un uomo senza ombre… Solo vedendo il positivo le “linguacce” diventano santi!

Santo Stefano. È il primo dei martiri, un “agnello” che viene sacrificato, come il Cristo. Condiscepolo di Paolo alla scuola di Gamaliele, Stefano aderì alla predicazione degli apostoli e fu poi scelto tra i sette diaconi per il servizio della carità. Era “pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo”, narrano gli Atti., a motivo di quel Vangelo portato e vissuto da Gesù, che lo portava ad amare così profondamente da non arrendersi alle difficoltà.
Non si arrese quando le opposizioni e la violenza iniziarono ad abbattersi su di lui a motivo della sua nuova vita. E neppure si lasciò intimidire dalle opposizioni. Forte della fede nell’efficacia della Buona Novella continuò a testimoniarla fino al dono della vita.
Ebbe il coraggio di chiedere a Dio di accogliere il suo spirito e di perdonare i suoi persecutori, perché la sua fede gli permetteva di “contemplare i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”.
È un richiamo per l’uomo di sempre: a non vivere in modo banale, a lasciarsi prendere dalla verità per essere capaci di aprirsi alle necessità degli altri e saper condividere i beni della terra.