Dieci minuti con se stessi – argomento: “TALE L’UOMO, TALE LA PAROLA”

30 Ago

Dieci minuti con se stessi – argomento: “TALE L’UOMO, TALE LA PAROLA”

TALE L’UOMO, TALE LA PAROLA

Mi sono pentito spesso di aver parlato, mai di aver taciuto… La parola è lo specchio dell’anima: tale l’uomo, tale la sua parola.

Publilio Siro

La riflessione di oggi

Tante volte è stato ripetuto il detto che il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein ha lasciato nel suo famoso e arduo Tractatus logico-philosophicus (1922): «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere». Mai forse un detto è stato smentito nella storia come questo. Tra i due verbi sprechen e schweigen che reggono la frase, chi l’ha sempre vinta è il primo, il «parlare», non certo il «tacere». È un po’ quello che due millenni fa insegnava un liberto di origini orientali, Publilio Siro, venuto a Roma e qui divenuto un moralista, soprattutto attraverso le circa settecento sentenze che ci sono state tramandate. Da un’antica edizione che possiedo ho estratto due suoi aforismi che coprono entrambi i verbi di Wittgenstein. Innanzitutto il «tacere», ed è difficile non confessare che invano ci siamo morsicati la lingua dopo che la parola era sfuggita dalla chiostra dei denti.

Ecco, allora, la sana necessità di un’ascesi della parola, soprattutto in un tempo in cui il cellulare, che ad alcuni ustiona l’orecchio tanto ce l’hanno incollato, è un incentivo costante alla chiacchiera più sfrenata e banale. Ma c’è anche il momento in cui è necessario coniugare il verbo «parlare». La seconda sentenza di Publilio è altrettanto lapidaria: «qualis vir, talis oratio», la parola è specchio dell’anima e spesso dobbiamo riconoscere di non fare bella figura. Vorrei, per concludere, ritornare a Wittgenstein per una considerazione sulla parola scritta. «Coi miei numerosi segni di interpunzione» scriveva «vorrei rallentare il ritmo della lettura. Perché vorrei essere letto lentamente». Se è seria e profonda, la parola detta o scritta ha bisogno di un alone di silenzio, di ascolto, di concentrazione.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)