Dieci minuti con se stessi – argomento: “LO PSEUDONIMO DI DIO”

29 Set

Dieci minuti con se stessi – argomento: “LO PSEUDONIMO DI DIO”

L’argomento di oggi

LO PSEUDONIMO DI DIO

Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle, non oseremmo lamentarci.

Jules Renard

La riflessione di oggi

«Il caso è lo pseudonimo di Dio quando non si firma personalmente». A dire questo era uno scrittore francese non particolarmente religioso, Anatole France. A ribadire l’idea, ma da un’altra angolatura, è il suo conterraneo e contemporaneo (siamo nell’Ottocento) Jules Renard al cui Diario abbiamo già attinto. Egli parla piuttosto di «fortuna» che regge tanti momenti della nostra vita, ma non osa esplicitare il nome sottinteso, Dio. Se in un’ideale doppia partita oggettiva dovessimo con rigore elencare beni e mali della nostra vita, siamo proprio sicuri di aver diritto a quella tiritera inesorabile di lamenti che ci scambiamo quando ci incontriamo? Facile è segnare le prove perché si infiggono nell’anima e nella carne; i doni e le gioie sono, invece, come acqua che scorre su una pietra.

Cerchiamo, allora, di esercitarci ogni giorno a dire almeno un grazie e non solo a Dio, ma anche a tutti coloro che ci riservano un gesto di cordialità, un aiuto, una parola calorosa. Proviamo a ricordare un evento grande della nostra vita che ci è stato donato e che abbiamo forse archiviato, quasi ci fosse dovuto: lo farò io per primo, ricordando la grazia dell’episcopato che ho ricevuto proprio il 29 settembre 2007 dalle mani di Benedetto XVI. Tentiamo anche di cogliere il valore dei favori che consideriamo ovvi e scontati: l’aria, l’acqua, la bellezza del mondo, le amicizie e così via. Lunga è la lista «bianca» da accostare a quella «nera» delle amarezze. Aristotele – narra Diogene Laerzio – interrogato «su che cosa invecchia e muore presto» rispose lapidario: «La gratitudine».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)