Dieci minuti con se stessi – argomento: “DICONO MALE DI TE”

08 Giu

Dieci minuti con se stessi – argomento: “DICONO MALE DI TE”

L’argomento di oggi

DICONO MALE DI TE

Su venti persone che parlano di noi, diciannove ne dicono male e la ventesima, che ne dice bene, lo dice male. / Non direte mai tanto male di me, quanto io ne penserei di voi, se pensassi a voi.

Antoine de Rivarol / Jules Renard

La riflessione di oggi

Quella di oggi è una riflessione al vetriolo. A suggerirmela è stata un’antologia di testi dello scrittore satirico francese Antoine de Rivarol (1753-1801) che mi è rimasta sul tavolo, dopo averla usata per la considerazione di qualche giorno fa. Che lo sparlare degli altri sia un esercizio che dà soddisfazione è, ahimè, una verità incontrovertibile perché – se siamo sinceri – siamo noi per primi a provarla. Quella della mormorazione è una prassi che può essere inoffensiva (e persino segno di un certo interesse per il prossimo) quando rimane a livello di pettegolezzo. Essa, però, diventa pericolosa e una vera piaga (e naturalmente un peccato) quando si trasforma in calunnia che aggredisce con cattiveria e con odio sottile l’altra persona.

Rivarol, nella prima frase sopra citata, ci disillude quando crediamo di essere ammirati: sono di più i maldicenti, e anche quelli che ci lodano forse lo fanno con scarso entusiasmo e non come il nostro orgoglio desidererebbe. Che questa sia una triste e costante consuetudine, come sopra si diceva, lo ribadisce la seconda battuta che abbiamo desunto da Jules Renard. E se rileggete le sue parole, vi accorgete che c’è una punta di malizia e di cattiveria in più. In pratica si mette come vertice del disprezzo non il parlar male, ma l’ignorare l’altro, il non pensare minimamente a lui, non considerandolo neppure meritevole di attenzione. Fermiamoci qui e andiamo a rileggere nel Vangelo il monito di Cristo su chi insulta e disprezza il fratello (Matteo 5,22).

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)