Dieci minuti con se stessi – argomento: “LA DILAZIONE”

23 Mag

Dieci minuti con se stessi – argomento: “LA DILAZIONE”

L’argomento di oggi

LA DILAZIONE

Rimandando quello che si deve fare, si corre il pericolo di non farlo mai più. Non convertendosi subito, si rischia di essere dannati.

Charles Baudelaire

La riflessione di oggi

L’indugiare non è solo frutto di pigrizia. In alcune persone è una vera e propria attitudine costante: si cerca di dilazionare, di rimandare a un altro momento e, così, i nodi s’attorcigliano ancor di più, le pratiche da evadere s’accumulano, le abitudini si sclerotizzano, i difetti s’incancreniscono. Aveva, perciò, ragione il poeta francese dell’Ottocento Charles Baudelaire quando proponeva l’osservazione che oggi abbiamo citato. Era un po’ il suo autoritratto, perché egli si era lasciato trascinare nel vortice di una vita sregolata, contrassegnata da vizi, dall’uso di alcol e droghe, dalla dissipazione economica, sia pure sempre con l’anelito di riscatto e di conversione che, però, mai veniva reso effettivo nella vita.

A livello morale è, quindi, deleterio il rinvio, nella consapevolezza che il male interiore si consolida e occupa progressivamente corpo e anima, mentre – come scriveva Seneca all’amico Lucilio -«dum differtur, vita transeunti», «intanto che si rimanda, la vita continua a scorrere», e alla fine si hanno le mani- vuote. Certo, è vero che talvolta procrastinare una scelta può essere frutto di saggezza e riflessione e può persino attenuare, sbiadire o spegnere questioni troppo bollenti. Ma nella maggior parte dei casi non bisogna dimenticare quell’altro motto latino divenuto proverbiale (lo si attribuisce ad Arnobio, scrittore cristiano del III-IV secolo): «Quod differtur, non aufertur», ciò che viene differito, non è né eliminato né perso. L’impegno da prendere starà sempre lì ad attenderci nei crocevia dell’esistenza.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)